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comunicati stampa

Costruzioni: più formazione e incentivi per spingere l’innovazione al Sud
19 Dicembre 2019 

L’industria delle costruzioni sconta ancora un ritardo nell’implementazione delle nuove tecnologie digitali all’interno delle aziende, ma grande è la voglia di innovazione. E’ il quadro che emerge dalla ricerca di Fondirigenti condotta da Ance e Sistemi Formativi Confindustria  sui dirigenti delle imprese di costruzioni del Sud nell’ambito di Smart manager in Edilizia, il progetto formativo realizzato per le imprese del Mezzogiorno con lo scopo di favorire l’accesso alle nuove tecnologie digitali, sviluppatosi in 4 workshop in diverse città meridionali.

Dalla ricerca emerge che il 73% delle imprese campione è in procinto di realizzare un piano di sviluppo tecnologico. Dati che testimoniano una sempre maggiore consapevolezza tra le imprese del Sud della necessità di innovare i processi produttivi per essere più competitive. In alcuni ambiti specifici come il Bim il livello di conoscenza è maggiormente diffuso (oltre il 50% delle imprese conosce bene il tema), ma ancora poco utilizzato, per questo è necessario promuoverne l’uso concreto nei lavori.

Risultati che testimoniano la necessità per le imprese di costruzione di disporre di un’offerta formativa completa e organica su tutti gli strumenti digitali e di un piano di incentivi dedicato al settore per favorire l’ingresso delle tecnologie in azienda.

Tema rilanciato dal direttore generale dell’Ance, Massimiliano Musmeci, che ha sottolineato la necessità, non solo per il Sud, di “prevedere al più presto un Piano edilizia 4.0, perché in edilizia non c’è la fabbrica ma il cantiere, e di promuovere una piattaforma digitale nazionale per le costruzioni”.

“Si tratta della nostra prima iniziativa realizzata nell’ambito del Progetto SUD, che Fondirigenti ha lanciato per agire concretamente per lo sviluppo della managerialità delle imprese meridionali – sottolinea il direttore generale di Fondirigenti Costanza Patti – per promuovere buone pratiche e innovazione nei settori chiave del made in Italy, come quello dell’edilizia”.