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COMUNICAZIONE E STAMPA

L’Ance a Lupi: insistere sulla strada della crescita
19 Settembre 2013 
Una ricaduta di 48 miliardi sull’intera economia e la creazione di 250 mila posti di lavoro. Questo l’impatto stimato dall’Ance delle misure per l’edilizia varate finora dal Governo, che il presidente dell’Associazione nazionale costruttori, Paolo Buzzetti, ha illustrato alla presenza del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, davanti a una folta platea di imprenditori.
 “Dopo anni di politiche sbagliate improntate all’austerità - ha sottolineato Buzzetti - la rotta è radicalmente cambiata e sono stati compiuti i primi passi importanti verso la crescita. Ora è necessario insistere su questa strada di sviluppo, a partire da un allentamento intelligente del Patto di stabilità, che ci permetta di spendere le risorse disponibili per rilanciare le infrastrutture, adeguare le scuole e mettere in sicurezza il territorio”. In questo senso un fondamentale banco di prova sarà la prossima legge di stabilità.
Le posizioni di Buzzetti hanno trovato l’ampia condivisione del ministro Lupi, secondo il quale: “Il rigore senza crescita non ci porta da nessuna parte”. E uno dei pilastri fondamentali per la crescita è, secondo Lupi, proprio la filiera delle costruzioni. Per questo il titolare delle Infrastrutture, riconoscendo all’Ance il ruolo fondamentale svolto per rilanciare il settore in crisi, si è detto disposto a ragionare per rendere strutturali i provvedimenti che stanno dimostrando la loro efficacia e per dare forza e concretezza a tutte quelle misure utili ancora sul tavolo. I punti toccati dal ministro sono stati numerosi: piccole e medie opere, general contractor e concessionari, demolizione e ricostruzione, Piano casa e credito da rendere davvero accessibile a tutte le fasce di popolazione, sia per acquistare che per ristrutturare l’abitazione.
Lupi ha anche parlato del ruolo di facilitatore e punto di riferimento per le infrastrutture che può essere svolto dalla Cassa depositi e Prestiti e ha fatto un annuncio importante: è prevista una lettera dall’Europa che esclude dal Patto di stabilità le risorse per le reti Ten.
Una flessibilità importante che può far guardare con fiducia a un futuro ammorbidimento dei vincoli anche per le piccole opere di cui ha estremo bisogno il nostro Paese.