Sei un nuovo utente ?

IN PARLAMENTO

Legge europea 2018: primo passaggio al Senato
13 Dicembre 2018 - XVIII legislatura 
L’Aula del Senato ha licenziato in prima lettura  il disegno di legge recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2018” (DDL 822/S, Presidente Relatore il Sen. Ettore Antonio Licheri del Gruppo M5S).
 
Tra le modifiche approvate in corso di esame si segnalano le seguenti:
 
-vengono introdotte norme di modifica dell’art. 113-bis del DLgs 50/2016 (Codice Appalti) sui termini per l’emissione dei certificati di pagamento relativi agli acconti, prevedendo, in particolare, che i pagamenti relativi agli acconti del corrispettivo di appalto sono effettuati nel termine di trenta giorni decorrenti dall'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, salvo che sia espressamente concordato nel contratto un diverso termine, comunque non superiore a sessanta giorni e purché ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche. I certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto sono emessi contestualmente all'adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori e comunque entro un termine non superiore a sette giorni dall'adozione degli stessi. All'esito positivo del collaudo o della verifica di conformità, e comunque entro un termine non superiore a sette giorni dagli stessi, il responsabile unico del procedimento rilascia il certificato di pagamento ai fini dell'emissione della fattura da parte dell'appaltatore; il relativo pagamento è effettuato nel termine di trenta giorni decorrenti dal suddetto esito positivo del collaudo o della verifica di conformità, salvo che sia espressamente concordato nel contratto un diverso termine, comunque non superiore a sessanta giorni e purché ciò sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche(Procedura d’infrazione n. 2017/2090 sulla compatibilità del D.Lgs 56/2017-correttivo appalti, con la dir. 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali);
 
-viene prevista l’abrogazione di aiuto di Stato individuale previsto dalla legge 27 dicembre 2017, n. 205 - Caso S.A. 50464 2018/N;
 
-vengono abrogate le norme recanti l'estensione del periodo di incentivazione per gli impianti a biomasse, biogas e bioliquidi, di cui all'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, i commi 149, 150 e 151.
 
In corso di esame in Aula è stato accolto dal Governo un Ordine del giorno sul tema di ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali G4.1 (Testor-FI) che impegna il Governo a subordinare l'adozione e l'attuazione del complesso di misure che riguardano il reddito di cittadinanza al previo ed all'integrale pagamento dei debiti pregressi certificati delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese e dei liberi professionisti.
 
Contestualmente all’approvazione del provvedimento l’Assemblea ha approvato la Risoluzione 6-00029-n.1 (Romeo- L-SP; Patuanelli-M5S ) sulle Relazioni consuntiva 2017 e programmatica 2018 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea.
Nella stessa viene, tra l’altro, impegnato il Governo:
 
“a dare un sistematico, puntuale e tempestivo adempimento agli obblighi previsti dalla legge n. 234 del 2012 nei confronti del Parlamento, con particolare riferimento alla trasmissione alle Camere di tutti gli atti elencati al comma 3 dell'articolo 4 in forma dettagliata e analitica, e al contempo rafforzando la Rappresentanza permanente d'Italia presso le Istituzioni europee, anche al fine di garantire un sempre maggiore flusso informativo verso il Parlamento”;
 
“ad adempiere agli obblighi stabiliti dall'articolo 7 della legge n. 234 del 2012 e pertanto a riferire regolarmente, migliorando la qualità, la rilevanza e l'efficacia delle informazioni relative agli atti di indirizzo approvati dalle Camere in merito alla formazione delle politiche e della normativa dell'Unione europea, agevolando ulteriormente la verifica della coerenza dell'azione europea del Governo con gli orientamenti del Parlamento, sia nel testo della Relazione che nelle tabelle allegate”;
 
“ad assicurare massima priorità alla corretta e virtuosa applicazione dell'economia circolare, in linea con la gerarchia europea nella gestione dei rifiuti; ciò che richiede una forte riduzione del rifiuto prodotto, l'aumento del prodotto riciclato e allo stesso tempo la drastica riduzione dei rifiuti smaltiti in discarica ed incenerimento, fino al graduale superamento di tali impianti, adottando tecnologie avanzate ed alternative”;
 
“ad impegnarsi affinché l'Unione Europea si ponga obiettivi ambiziosi nel contrasto ai cambiamenti climatici con impegni vincolanti e stringenti per la riduzione delle emissioni inquinanti e l'avvio di una nuova politica industriale che punti alla "decarbonizzazione" e "defossilizzazione";
 
 “a rafforzare la dimensione sociale dell'Unione europea, avviando un'armonizzazione dei sistemi di protezione sociale, valorizzando i sistemi avanzati di welfare che favoriscano le politiche di coesione con appositi stanziamenti destinati alla lotta alla povertà, all'inclusione sociale e alle misure finalizzate a garantire la parità di retribuzione e la partecipazione attiva delle donne al mercato del lavoro”;
 
 “a incrementare gli sforzi per la definizione e la risoluzione delle procedure di infrazione a carico dell'Italia quale obiettivo prioritario della politica europea di Governo, rafforzando l'impegno atto alla conclusione delle procedure attualmente pendenti ai sensi degli articoli 258 e 260 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, garantendo un corretto flusso informativo e un adeguato coinvolgimento delle Camere nella gestione delle controversie, al fine di evitare effetti finanziari negativi a carico della finanza pubblica”;
 
“a riportare sul giusto piano il rapporto tra le fonti comunitarie e quelle nazionali, restituendo al Parlamento, che rappresenta il popolo sovrano, la titolarità del pieno potere legislativo, oggi sottomesso ai vincoli dell'ordinamento europeo, impropriamente ritenuto superiore e preminente rispetto alla Costituzione”;
 
“a sottoporre l'introduzione delle norme europee ad un vaglio di compatibilità con la tutela dell'interesse nazionale, subordinandone il recepimento e l'adozione ad una preventiva valutazione di impatto sui principi e diritti fondamentali della Costituzione italiana”.
 
Per gli ulteriori contenuti del provvedimento si veda precedente dell' 11 ottobre 2018