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Programma di lavoro Commissione UE e Relazione programmatica 2020: la Risoluzione della Camera
9 Ottobre 2020 - XVIII legislatura 

L’Aula della Camera ha approvato, come di consueto, una apposita Risoluzione di indirizzo al Governo (n. 6-00131, nuova formulazione a firma M5S, PD, IV, LeU, Gruppo Misto) sulla Relazione della  Commissione Politiche UE su: Relazione Programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea nel 2020, programma di lavoro e programma di lavoro adattato della Commissione UE per il 2020 (Doc. LXXXVI, n. 3-A).

Tra gli impegni al Governo contenuti nella Risoluzione si evidenziano, in particolare, i seguenti:

investire in tale contesto anzitutto nella trasformazione digitale del Paese, per garantire pari opportunità digitali in tutto il territorio nazionale e avviare una strutturale azione di modernizzazione della Pubblica Amministrazione al fine di rendere più accessibili ed efficaci i servizi pubblici per i cittadini”;

“al fine di garantire un'effettiva transizione ecologica, a proseguire negli sforzi volti ad adeguare la normativa nazionale agli obiettivi ambientali e climatici riguardanti il Green Deal, in linea con quanto raccomandato dall'Unione europea, ponendo, a tal fine, una particolare attenzione anche nell'azione di rafforzamento della prevenzione delle infrazioni e delle attività di risoluzione dei casi pendenti, al fine di assicurarne una sostanziale riduzione dei procedimenti ed evitare effetti negativi a carico della finanza pubblica”;

puntare ad investimenti ad alto effetto moltiplicativo, come quelli finalizzati ad una piena ed effettiva attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali – attraverso specifiche azioni mirate a garantire all'uguaglianza e parità di genere in campo economico, sociale e lavorativo, al superamento della crisi demografica e ad elevare il tasso di natalità del nostro Paese, per raggiungere almeno la media europea – per contribuire alla ricostruzione verde e migliorare la qualità della vita dei cittadini, in un contesto in cui l'Europa sarà chiamata a riorientare verso la piena sostenibilità sociale le proprie politiche di sviluppo”;

“incrementare gli sforzi per colmare, unitamente ai divari strutturali che affliggono, da anni, il nostro Paese, in termini di produttività e investimenti, i persistenti e profondi divari tra i livelli di sviluppo dei territori, non solo tra il Nord e il Mezzogiorno, ma anche tra centri urbani e aree interne, che incidono fortemente sulle opportunità di vita dei cittadini”;

“al fine di assicurare un pieno, efficiente e tempestivo impiego dei fondi europei, a migliorare e accelerare le procedure di utilizzo dei suddetti fondi nei diversi livelli di governo, al fine di rafforzare la capacità progettuale e realizzativa del nostro Paese, allineando i tempi degli impegni e della spesa dei fondi Ue almeno alla media europea”;

“in merito agli aspetti relativi alla governance economica a proseguire, di concerto con le istituzioni dell'UE, in una revisione che sia diretta a renderla più favorevole a una crescita bilanciata, sostenibile e inclusiva, di reale supporto al tessuto produttivo e sociale dell'UE sulla base dei principi fondanti dell'economia sociale di mercato. Nel contesto delle modifiche da apportare alla governance dell'eurozona occorre svolgere una riflessione sulla revisione delle norme del Patto di Stabilità e Crescita, nell'ottica di una programmazione di medio-lungo termine, nonché sulle prospettive di riequilibrio delle politiche economiche fra Paesi in deficit e Paesi in surplus. In tale ottica, appare fondamentale prevedere una specifica « golden rule» per le spese connesse alle agevolazioni agli investimenti ambientali, debitamente classificati, diretti alla riconversione ecologica del tessuto produttivo, nonché agli investimenti pubblici annoverabili nell'ambito delle politiche del Green deal, che dovrebbero pertanto essere escluse dal computo del saldo di bilancio rilevante ai fini del rispetto del PSC, rendendo così maggiormente coerente la governance economica europea con l'obiettivo della transizione ecologica, nonché, in generale, con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite che sono ora incorporati in modo sistematico nel Semestre europeo”.