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Investimenti per le infrastrutture nel Mezzogiorno: Risoluzione della Camera
12 Novembre 2020 - XVIII legislatura 

In aula della Camera, nella seduta di ieri, è stata presentata una Risoluzione (n.7-00580 primo firmatario l’On. Ficara del Gruppo M5S) in materia di investimenti per le infrastrutture nel Mezzogiorno.

 

In particolare, nelle premesse dell’Atto, viene citata l’Ance in relazione ai dati dell’impoverimento della dotazione infrastrutturale nonché del relativo disinvestimento nel Mezzogiorno che ha prodotto una sistematica crescita del gap con la restante parte del Paese.

 

In aggiunta, viene sottolineato che per debellare il sottosviluppo ultradecennale delle regioni meridionali occorre una strategia complessiva e coerente volta ad ampliare la base produttiva e a rendere competitivo il contesto economico locale. Occorre una spinta forte, duratura e basata su un'ampia gamma di strumenti e su un volume di risorse adeguato con interventi che agiscano sia sull'offerta, rafforzando la competitività del settore produttivo, l'innovazione tecnologica e l'efficienza delle amministrazioni pubbliche, sia sulla domanda, sostenendo l'accumulazione di capitale umano e i redditi familiari, ma che soprattutto agiscano sul rilancio degli investimenti pubblici.

 

Su tali basi, viene chiesto al Governo l’impegno a:

- promuovere iniziative per il recupero del ritardo accumulato dall'Italia in Europa e per tenere insieme il Nord e il Sud del Paese in una strategia di crescita comune riattivando gli investimenti pubblici in infrastrutture al Sud e nelle isole;

-  assumere iniziative per attuare un meccanismo di perequazione infrastrutturale, già previsto nella legge n. 42 del 2009 di riforma del federalismo fiscale e contenuto all'articolo 3 della bozza del disegno di legge quadro sul federalismo differenziato, predisposto dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie, per promuovere un piano di investimenti nei settori di intervento pubblico, quali: strutture sanitarie, assistenziali, scolastiche nonché la rete stradale, autostradale e ferroviaria, rete fognaria, rete idrica, elettrica e di trasporto e distribuzione del gas, strutture portuali e aeroportuali; 

- assumere iniziative per rendere il Mezzogiorno la porta principale di accesso dal Mediterraneo all'Europa, irrobustendone il suo vantaggio logistico, attraverso un piano di investimenti pluriennale per il potenziamento, l'ammodernamento e lo sviluppo delle grandi infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali, aeroportuali e digitali;

- cogliere appieno le opportunità offerte dal nuovo programma di finanziamento dell'Unione europea, interamente dedicato alla trasformazione digitale per il periodo 2021-2027, affiancando inoltre gli strumenti previsti dal Recovery Plan e dal Green deal europeo, al fine di accrescere e massimizzare i vantaggi della trasformazione digitale per cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese del Mezzogiorno;

- adottare iniziative per dare impulso a regimi amministrativi e fiscali di vantaggio per le imprese che decidono di localizzare i propri insediamenti produttivi nel Mezzogiorno, con particolare riguardo alle zone economiche speciali per favorire l'attrazione di imprese nazionali ed estere e favorire la costruzione di filiere radicate sul territorio;

- promuovere importanti interventi industriali e di logistica nei principali porti e interporti del Sud, così da dotarli delle infrastrutture necessarie per farne snodi fondamentali per i nuovi flussi commerciali nel Mediterraneo.