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IN PARLAMENTO

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Patrimonio destinato: chiesta dalla Camera la riduzione delle soglie per l’accesso delle imprese
23 Dicembre 2020 - XVIII legislatura 

Le Commissioni riunite Finanze e Attività Produttive della Camera hanno concluso l’esame dello Schema di decreto ministeriale recante “Regolamento in materia di requisiti di accesso, condizioni, criteri e modalità degli interventi del Patrimonio Destinato (Atto n.222, Relatori l’On. Massimo Ungaro del Gruppo IV e l’On. Serse Severini del Gruppo PD), con l’espressione di  un parere favorevole con osservazioni che recepisce quanto auspicato da ANCE nel documento inviato alle Commissioni nell’ambito del ciclo auditivo svolto (si veda al riguardo la notizia di “Interventi” del 16 dicembre u.s.).

 

L’Associazione, infatti, nell’evidenziare la strategicità di questo strumento finanziario - considerato che le imprese di costruzioni si troveranno, alla fine della pandemia, maggiormente indebitate e, quindi, sarà necessario un rafforzamento patrimoniale per abbassare la rischiosità – ha rilevato talune criticità con riferimento, in particolare, alla soglia minima di 100 milioni di euro per le operazioni di partecipazione agli aumenti di capitale (di cui al comma 4, lett. c) dell’art. 7) che rischia concretamente di escludere un raggruppamento di imprese tra i 50 e 250 milioni di fatturato che potrebbero essere interessate allo strumento.

Su questo punto, tra l’altro, si è anche espresso il Consiglio di Stato, come previsto dal DL Rilancio, che ha evidenziato come le predette soglie minime siano “suscettibili di escludere dai benefici società non in grado di effettuare operazioni così rilevanti” e come “nella relazione illustrativa non sono forniti elementi sufficienti circa i criteri e le analisi utilizzati per la fissazione delle soglie in questione”.

 

Ha, altresì, auspicato l’abbassamento della soglia di 250 milioni (art. 24, co. 3) per gli interventi di ristrutturazione delle imprese nonché l’adozione, per le imprese caratterizzate da cicli produttivi ultrannuali, della voce relativa al “valore della produzione” in luogo “dei ricavi”, come peraltro già previsto per il Fondo di garanzia per le PMI all’interno del temporary framewok.

 

Sul parere delle Commissioni, condiviso da tutte le forze politiche, il Governo – nel corso del dibattito parlamentare - ha rilevato che “alcune osservazioni potrebbero essere difficilmente accoglibili in quanto in tal modo si allungherebbero troppo i tempi di adozione del decreto”, riferendosi in particolare a quelle che riguardano la definizione delle soglie e dei limiti per l'accesso alle misure, concordate in sede europea.