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COMUNICAZIONE E STAMPA

Intervista al Corriere, Buia: snellire procedure e no ai monopoli
14 Aprile 2021 

“Ance vuole tanti campioni nazionali delle costruzioni, non uno soltanto. Con questa macchina dello Stato rischiamo di perdere i fondi del Recovery. Ci sono 50 miliardi per le opere pubbliche. Non basta applicare solo le norme europee. Con l'ultimo decreto Semplificazioni abbiamo introdotto una deregulation. Non c'è più visibilità pubblica dei bandi sotto soglia, meno di 5 milioni.” Il Presidente dell’Ance, Gabriele Buia, lancia l’allarme in un'intervista al Corriere della Sera a firma di Fabio Savelli sulla scarsa trasparenza dei bandi, su una concorrenza distrutta e una partecipazione ridotta. L’Ance ha di fatto denunciato questa riduzione di trasparenza a tutte le autorità. Anche al ministero delle infrastrutture, alla Corte dei Conti, all'Anac e al Governo stesso. "Semplificare non vuol dire ridurre la pubblicità dei lavori ma snellire le procedure autorizzative previste - continua Buia - mentre il diritto comunitario non disciplina l'istituto dell'Ati che invece in Italia è decisivo e prevede invece norme chiare su subappalto e su pagamenti delle imprese rispetto ai quali ci sono ben tre procedure d'infrazione avviate dall'Europa contro il nostro Paese. Mentre l'articolo 80 del Codice dei contratti dice che se hai un debito contributivo superiore a 5mila euro non puoi partecipare alle gare. I controlli vanno fatti ex-post non ex-ante. L'Europa ci assegna questi soldi, 50 miliardi solo alle opere pubbliche, solo dopo un'attenta analisi costi-benefici. Bruxelles vuole vedere quelle opere realizzate entro il 2026, quindi domani. Il 70% delle risorse va impegnato entro il 2022. Con la nostra macchina dello Stato - conclude il Presidente Buia - rischiamo di perdere tutti i soldi".