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IN PARLAMENTO

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Relazione sulla crescita: esame in Parlamento.
27 Marzo 2013 - XVII legislatura 
È all’attenzione delle Commissioni speciali della Camera dei Deputati e del Senato, incaricate di esaminare i provvedimenti urgenti presentati dal Governo, la Relazione sulle prospettive di crescita dell’economia e sull’andamento dei conti pubblici per gli anni 2013 e 2014 (Doc. LVII - bis n. 1).
Tale Relazione è stata approvata dal Consiglio dei Ministri del 21 marzo u.s. ai sensi dell’art. 10, comma 6, della L. 196/2009 (Legge di contabilità e finanza pubblica) secondo cui il Governo, qualora al fine di stabilire una diversa articolazione degli obiettivi programmatici  tra i sottosettori o di recepire raccomandazioni approvate dal Consiglio dell'Unione europea nonché per il verificarsi di eventi eccezionali, intenda aggiornare tali obiettivi, ovvero in caso di scostamenti rilevanti degli andamenti di finanza pubblica rispetto ai medesimi obiettivi che rendano necessari interventi correttivi, è tenuto a trasmettere una Relazione al Parlamento nella quale indica le ragioni dell'aggiornamento ovvero degli scostamenti, nonché gli interventi correttivi che si prevede di adottare.
In particolare, nel Documento viene descritto il Quadro macroeconomico dal quale risulta che l’andamento dell’economia nell’ultimo trimestre del 2012 è stato peggiore delle attese con un calo del PIL (- 0,9% sul trimestre precedente) che ha prodotto un effetto di trascinamento negativo sul 2013 pari ad 1 punto percentuale. Anche la domanda interna risulta molto debole ma potrebbe ripartire più rapidamente, già a partire dalla seconda metà del 2013, con una immediata immissione di liquidità nel sistema attraverso l’accelerazione del pagamento dei debiti commerciali della Pubblica Amministrazione.
In particolare, il Governo intende sbloccare - con un provvedimento d’urgenza – i pagamenti dei debiti della P.A. verso i propri fornitori per un importo totale 40 miliardi di euro (20 miliardi nella seconda parte del 2013 e ulteriori 20 miliardi nel corso del 2014). Nella Relazione viene evidenziato che tale intervento è in grado di portare ad una sostanziale stabilizzazione del profilo di crescita del PIL nel secondo trimestre e ad una sua crescita nella seconda parte dell’anno che nel 2014 si porterebbe al di sopra dell’1%.
 
Vengono, inoltre, fornite le nuove stime di finanza pubblica per il biennio 2013-2014 che, sulla base del nuovo quadro macro economico, prevedono un peggioramento dei valori programmatici di indebitamento netto della P.A. pari a 0,6 (nel 2013) e 0,2 (nel 2014) punti percentuali di PIL. Tali stime non considerano gli effetti sull’indebitamento netto conseguenti all’eventuale accelerazione del pagamento dei debiti pregressi della P.A. Poiché gli interventi programmati prevedono, tra l’altro, il pagamento di una quota dei debiti relativi alle spese di investimento pari allo 0,5 punti percentuali di PIL, il livello programmatico di indebitamento netto per il 2013 si attesterà al 2,9% del PIL, rispettando così i vincoli europei di bilancio.
 
Le misure individuate dal Documento per favorire l’accelerazione dei pagamenti interesseranno le Amministrazioni centrali, gli Enti territoriali e gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale e riguarderanno:
  • i rimborsi fiscali pregressi a carico dello Stato, attraverso l’utilizzo delle giacenze di tesoreria;
  • i debiti degli enti territoriali attraverso: un allentamento dei vincoli del patto di stabilità interno per l’utilizzo degli avanzi di amministrazione disponibili; l’esclusione del Patto di stabilità delle Regioni dei pagamenti effettuati in favore degli Enti locali sui residui passivi a cui corrispondono residui attivi di Comuni e province; l’istituzione di fondi rotativi per assicurare la liquidità agli Enti territoriali (Regioni ed Enti Locali), con obbligo di restituzione in un arco temporale certo e sostenibile;
  • i debiti del comparto sanitario, attraverso la concessione di anticipazioni di cassa, per il pagamento dei debiti relativi a operazioni già conteggiate negli esercizi finanziari precedenti.
La Relazione, una volta ricevuto il parere delle Commissioni speciali, sarà trasmessa in Aula della Camera dei Deputati e del Senato dove verranno approvate apposite Risoluzioni.